Decreto Cura Italia e agricoltura

grappolo uva bianca matura in controluce in vigna

Decreto Cura Italia e agricoltura

Com’è ormai noto a tutti, l’emergenza coronavirus sta causando ingenti danni all’economia mondiale, tanto da costringere il Governo Italiano a correre ai ripari per poter essere d’aiuto ai lavoratori di tutta Italia che stanno affrontando questo difficile momento: per questo è stato predisposto il Decreto Cura Italia con delle specifiche anche per l’agricoltura.

DECRETO CURA ITALIA E AGRICOLTURA

L’ambito agricolo si è visto profondamente colpito da questa emergenza, tanto che molti agricoltori si sono visti costretti a sospendere le attività che avevano in programma e, nel caso delle imprese più grandi, di lasciare a casa i propri lavoratori.

Ora, con l’uscita in Gazzetta del testo ufficiale del decreto, sono chiari i requisiti di chi potrà beneficiare degli aiuti messi a disposizione dal Governo per far fronte alle spese di prima necessità anche in agricoltura.

Si tratta di un riconoscimento di 600 euro una tantum, esentasse e che non concorre alla formazione del reddito, da erogare a numerose categorie di lavoratori che si sono visti costretti a sospendere la propria attività: titolari di P.IVA, Co.Co.Co., stagionali del settore turismo che hanno perso il lavoro nell’ultimo anno (a partire dal 1 gennaio 2019).

I REQUISITI DEGLI AGRICOLTORI A CUI SPETTA IL BONUS

Anche gli operatori agricoli hanno diritto al bonus di 600 euro, anche se non tutta la categoria è coperta, purtroppo, da questo riconoscimento.

Il 20 marzo l’Inps ha comunicato che a poter accedere al bonus saranno:

  • Coltivatori diretti, coloni e mezzadri iscritti alla Gestione separata dell’Inps. Questi soggetti non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria.
  • Operai agricoli a tempo determinato e tutte le altre categorie di lavoratori iscritti negli elenchi annuali che nel 2019 abbiano lavorato almeno cinquanta giornate (nel settore agricolo, ovviamente) come dipendenti e non siano titolari di alcun trattamento pensionistico.
  • I liberi professionisti conPpartita Iva attiva al 23 febbraio 2020 iscritti alla Gestione separata dell’Inps. Anche questi soggetti devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria.

Non potranno, invece, accedere al bonus:

  • gli operai a tempo determinato che siano già titolari di pensione;
  • coloro che già benficiano del reddito di cittadinanza;
  • i liberi professionisti, come gli agronomi, che versano i contributi ad una cassa previdenziale di settore (come l’Epap). Per questi è stato istituito un Fondo per il reddito di ultima istanza il cui accesso deve ancora essere normato e che comunque sarà riservato solo a quei professionisti che nel 2019 hanno dichiarato un reddito non superiore ai 10.000,00 euro.
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    COME FARE LA RICHIESTA

    Per richiedere l’erogazione del bonus, bisognerà connettersi al sito web dell’INPS (www.inps.it).  Potrebbe occorrere il PIN dispositivo che può essere richiesto dagli interessati solo tramite portale INPS (essendo gli Uffici chiusi al pubblico) .

    Suggerismo di procedere, per chi può e non è in possesso del PIN, con l’attivazione dell’identità digitale SPid tramite Ufficio Postale: é possibile farlo di persona, on-line, via CIE CNS o firma digitale.

    É comunque appurato che per l’indennità dei lavoratori agricoli ammonta a 396 milioni di euro e sarà sempre l’INPS a monitorare l’andamento delle richieste affinchè tutti riescano a beneficiarne.

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